KEIKO-KAI 2018: presenze da record per l’evento annuale con Soke Inoue

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E' più semplice guardare fuori di noi che dentro di noi. Per questo la maggioranza delle persone critica e non agisce.

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M° Stelvio Sciutto

L’invito del Maestro è stato accolto! 

Le presenze e la partecipazione a questo KEIKO-KAI 2018 – immerso nella superba cornice di Spello – sono state davvero da record ed un ringraziamento va a tutti i partecipanti che hanno reso possibile la realizzazione di questo grande evento.

I molti km da percorrere e le lunghe distanze non hanno impedito la partecipazione di tantissimi maestri ed allievi – tutti uniti nel nome dell’Hontai Yoshin Ryu – affamati di sapere e vogliosi di perfezionarsi.

La voglia di crescere e di imparare è palpabile.

Tutti impegnati a percorrere la propria Via per migliorarsi. Tutti pronti ad accettare la sfida con se stessi. Imparare. Fare. Capire.

Impegnarsi nello studio di un’arte centenaria come la nostra è una sfida prima di tutto con se stessi e i propri limiti. Significa prendere consapevolezza che la possibilità di migliorarsi non finisce mai.

Sul tatami si respira un’aria di profonda marzialità e nonostante la stanchezza del viaggio gli occhi di tutti brillano di una curiosa vivacità. 

Il momento del saluto iniziale sancisce non solo l’inizio del training tecnico ma anche l’inizio di una preziosa esperienza che rimarrà viva nei cuori dei partecipanti.

È veramente una forte emozione salire sul tatami con il Soke e il Maestro Sciutto e quest’anno il programma è stato particolarmente ricco ed impegnativo – coprendo buona parte del curriculum marziale della scuola.

Forse, è anche per questo che l’energia e la concentrazione dei partecipanti sono sempre rimaste alte. Tutti hanno dato il proprio meglio per imparare, crescere e capire sempre di più.

C’è voglia di mettersi in gioco, di praticare con persone nuove e di capire quanto veramente si è cresciuti nell’ultimo anno di lavoro in palestra.

Ci sarebbe stato da imparare anche guardando dalle tribune, ma è solo sul tatami che si sperimenta davvero la crescita. E’ solo provando e confrontandosi che si può progredire. 

D’altronde se non ci si mette in discussione e non ci si testa non c’è crescita ne cambiamento.

Vedere il Soke in azione sul tatami lascia molti senza parole. I suoi movimenti sono naturali ed eleganti ma al contempo energici ed efficaci. 

Durante l’esecuzione della tecnica gli occhi diventano intensi, da guerriero. Il suo zanshin intimorisce, ma poi – a fine tecnica – torna lo sguardo sereno e comprensivo del Maestro e vuole assicurarsi che tutti i suoi allievi abbiano capito.

Si vuole accertare che le sue linee guida vengano recepite da tutti e che la scuola si diffonda in maniera omogenea a prescindere da chi la pratichi o dove la si insegni.

Dopo il primo pomeriggio di Training, si svolgono gli esami di Shodan dove gli anni di studio e preparazione vengono valutati dal Soke stesso.

La tensione è tanta ed il momento è solenne. Gli esami si svolgono nel massimo silenzio e nel palazzetto riecheggiano i forti kiai degli esaminandi. 

Dopo gli esami il Soke spiega a tutti gli errori che sono stati commessi e mostra nuovamente la tecnica corretta. Non è un momento di giudizio, ma l’ennesima occasione di crescita e consapevolezza. I risultati si sapranno solo la sera successiva al Sayonara Party.

Lo stage del sabato è volato via e senza quasi accorgersene è già ora del Sayonara Party dove tutti gli amici intervenuti al Keiko-kai si ritrovano per mangiare, ridere, scherzare condividendo esperienze e approfondendo le amicizie create e rinforzate nel corso degli anni.

Si cresce anche così, confrontandosi, scambiando opinioni e punti di vista.

Questo è un momento molto atteso in cui ci si raduna tutti intorno al Soke. È un po’ come ritrovarsi in una famiglia numerosa sotto le feste e nulla è lasciato al caso.

All’insegna dei concetti giapponesi di wabi (sobria raffinatezza) e sabi (elegante semplicità) la sala che ha ospitato la cena era calda ed accogliente ed il menù onorava i cibi tipici del luogo.

Chiacchiere, risate e allegria completano il tutto. 

Durante la serata, come da tradizione, il Soke consegna i diplomi a chi ha passato gli esami e dopo il rituale taglio della torta la nottata prosegue allegra ancora per molto.

Pochi andranno a letto prima dell’una e molti faranno le ore piccole … qualcuno vedrà le prime luci dell’alba.

C’è voglia di stare assieme e conoscere gli aneddoti del Soke e del maestro Sciutto che non si risparmiano mai.

Quando non ci si allena infatti la hall dell’albergo è sempre piena di vita, si incontrano vecchi amici e se ne fanno di nuovi. E’ bello ritrovarsi fuori dal tatami per conoscersi sorridere e scherzare.

Perché di fatto quando si pratica un’arte marziale e si fa parte di una Koryu c’è aggregazione, amicizia e spirito di gruppo. Condivisione di ideali. Di obiettivi. La forte passione per l’arte marziale.

 Migliorare la propria tecnica e “vincere se stessi” è lo scopo dello studio e un punto di riferimento comune – come il Maestro – è prezioso per progredire compatti ognuno nella proprio ricerca della “verità”.

Le 12 ore di allenamento affrontate nei tre giorni di stage volano e solo la stanchezza dà una vera misura del tempo passato a lavorare sul tatami.

Quando arriva il momento del saluto finale le emozioni sono tante.

Qualcuno si rincontrerà a breve nei corsi regionali ed avanzati, qualcuno magari tra un anno o due.

Il Keiko-kai si chiude formalmente con la consegna degli attestati di partecipazione, (un bel ricordo da incorniciare). Tutti autografati a china dal Soke stesso e poi consegnati personalmente da Lui a tutti i partecipanti.

 La crescita di ognuno è importante ed il Soke ci tiene a dedicare a tutti un personale ringraziamento.

Un evento dunque caratterizzato da un gran numero di persone che ha visto arrivare praticanti da ogni parte d’Italia, e in molti alla loro prima esperienza – il keiko-kai è un evento aperto a tutti i livelli di esperienza.

Ognuno è venuto per i propri motivi. 

Qualcuno per mettersi in gioco ed iniziare da capo un nuovo percorso. Qualcuno per approfondire le tecniche studiate. Altri probabilmente solo per curiosità. 

Tutti sono benvenuti.

Partecipare a questi eventi è il modo migliore per capire davvero come funziona la scuola, conoscere i suoi membri e scoprirne i suoi valori. 

Una bella esperienza di vita da portarsi nel cuore e nonostante gli anni che passano, restano invariati molti punti fermi:

  • La strepitosa energia di Soke, che sembra immune al tempo che passa ed alla fatica degli anni di pratica.
  • La voglia di ritrovarsi e stare insieme
  • Le vecchie amicizie che si rinforzano e quelle nuove che nascono
  • La fatica ed il sudore degli allenamenti.
  • Il piacere di una birra tra amici e la gioia di condividere la propria passione

La compagnia degli amici. Le pacche sulla spalle. I Sorrisi dei compagni. Tutti ricordi indelebili nella memoria di chi ha partecipato.

Il tempo è volato troppo velocemente … ma non è un addio, è solo un arrivederci. 

Il programma degli eventi è ricco e già tra poche settimane ci si incontrerà per il prossimo corso avanzato. O per la data dello stage nazionale in primavera.

La strada da percorrere è chiara e i tutti i nuovi compagni di viaggio sono benvenuti in famiglia.

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In ogni viaggio c’è un significato. In ogni conflitto c’è sviluppo e crescita. In ogni azione c’è uno scopo. In ogni momento di dubbio, ricordati di credere in Te.

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M° Stelvio Sciutto
Resp. HYR-ITALIA
  • Christian ha detto:

    Articolo stupendo, ricco di spunti e significato, e poi le foto mi hanno fatto ricordare momenti appena passati, ma che rimarranno a lungo nella mia mente. Grazie.

    • Honbu Dojo, HYR-ITALIA ha detto:

      È un piacere avere a bordo persone attive, volenterose e appassionate come te, Christian!

      Questa grande Famiglia chiamata Hontai Yoshin Ryu si sta arricchendo – di anno in anno – di persone meravigliose.

      Grazie del tuo commento.

  • Stelvio Sciutto ha detto:

    Ben tornati nelle vostre case dopo questo – per me favoloso – Keikokai 2018.

    So che gli amici del Belgio hanno avuto un pò di contrattempi dovuti al maltempo e spero che nessun altro sia stato coinvolto in ritardi più o meno lunghi.

    Credo comunque che l’atmosfera che si è creata durante questo ultimo evento organizzato dall’Honbu Dojo d’Italia abbia potuto alleggerire eventuali intoppi nel ritorno a casa.

    Da parte mia ho fatto un po’ di fatica a lasciare tutto lo spazio ai Chuden che, tra organizzazione e direzione dello stage hanno iniziato a fare quelle esperienze che saranno loro utili per dare il giusto contributo alla crescita dell’Hontai Yoshin Ryu in Italia.

    Il mio sogno inizia a trasformarsi in realtà… quello che dal lontano 1972 mi sono proposto con la fondazione dei Gruppi Divulgativi Ju-Jutsu Italia, dopo anni di sacrifici, delusioni, sfide affrontate, Km percorsi, soldi e tempo tolti alla famiglia, inizia ad avere una forma ben definita:

    Siamo il sostegno più importante per lo sviluppo della nostra scuola Hontai Yoshin Ryu al di fuori del Giappone.

    Sono orgoglioso di ognuno di voi. Dall’ultimo Allievo che è arrivato al più anziano dei Densho.

    Per moltissimi anni ho sentito sulle spalle il peso delle mie scelte – che a volte non sono state ne semplici ne convenienti – ma ora questo fardello si sta alleggerendo grazie alla passione e alla dedizione che ho visto in ognuno di voi.

    Abbiamo ancora molta strada da fare, e mi riserverò il compito di stuzzicarvi nella vostra crescita – che di riflesso contribuirà anche alla mia, visto e considerato che ho la stimolante certezza che anche quando me ne andrò non avrò ancora raggiunto la perfezione.

    Grazie a tutti voi perché siete il mio sprone a non abbassare la guardia e a rimanere sul tatami vita natural durante, come una diga a protezione dei valori e delle filosofie insite nell’Hontai Yoshin Ryu.

    Non mi dimentico naturalmente di ringraziare il Soke che rispecchia nella sua tecnica esattamente la continua crescita e ricerca del miglioramento. È esaltante vedere come di volta in volta i suoi movimenti siano sempre più perfetti ed efficaci.

    Abbiamo intrapreso una strada, una nuova “via” e altri si aggiungeranno a noi, ma non fate mai in modo di essere parte di quelli che abbandoneranno, perché davvero stiamo diventando un esempio da seguire.

    Teniamo a freno il nostro ego e riconosciamo di essere parte di una tradizione che dà rispetto ai più anziani e al proprio leader – rappresentato dalla 19.a generazione di Soke – e rendiamoci conto che solamente con l’unione di tutti potremo diventare quel esempio che vogliamo essere.

    Grazie a tutti per esserci.