L’inizio, “il respiro”

Ciò che attiviamo nel momento in cui dobbiamo raggiungere un target qualunque esso sia e soprattutto nell’attimo i cui entriamo in sintonia con il nostro pensiero marziale, è una struttura che non è solo fisica ma un mix di pensiero interiore e sensazioni, è la strada che ci porta a capire cos’è la “Via”.

Restando per oggi, legati alla pratica giornaliera del praticante di arti marziali, il neofita al primo passo nel Dojo cerca e risponde a ciò che sono le domande del nostro corpo e della nostra mente di fronte a qualcosa di sconosciuto ed apparentemente irrazionale, è la ricerca della “consapevolezza di essere” per crescere in sintonia con tecnica e pensiero.

Ma come si può aprire la strada a questo percorso che è così articolato e che mal sopporta una crescita non equilibrata e casuale?

Sicuramente l’impatto primario sarà il Sensei che avrà le chiavi per aprire le porte della strada dell’allievo ma rispondendo alla precedente domanda, il primo passaggio è legato alla “respirazione”, alla consapevolezza di sé attraverso il respiro e, non secondaria, la naturale conseguenza nell’aggiustamento della postura che sarà la spina dorsale del nostro cammino marziale.

Non diamo nulla per scontato immaginando che diverse siano le priorità che attendiamo dalla nostra prestazione/preparazione ma per inquadrare il primo e più importate passo, focalizziamo attraverso la respirazione, l’ASCOLTO di se stessi tanto da poter conoscere in modo solido i futuri meccanismi legati alle arti marziali, come arrivare consapevoli poi allo Zanshin di cui avremo presto tempo di discutere.

Come abbiamo detto, il corretto utilizzo, per chi partica arti marziali è fondamentale e pochi esercizi di base possono predisporci ad una sorta di buon inizio allenamento affinchè quell’ascolto necessario per costruire il nostro bagaglio fisico e metale, divenga una solida base.

Razionalizzarla ed esercitarla, consente di gestire meglio e con più equilibrio il nostro stato interiore, quello che è essenziale per la vita quotidiana ma soprattutto per chi affronta l’arte marziale. Ci viene così data la possibilità di amplificare equilibrio fisico e mentale aumentando velocità di esecuzione e controllo nel tempo della prestazione tecnica.

Respirazione e ascolto di sé sono due concetti da qui partire per costruire se stessi in quel meraviglioso equilibrio tra fisicità e mente, trade unions tra due mondi che sono più che complementari, scopriremo in futuro come quell’inizio di fisicità che in noi è naturale, non sia così spesso potenziato o sotto controllo tanto da limitare sia la parte fisica che quella mentale.

Personalmente il primo passo con cui preparo l’allievo con una vasta serie di esercizi è proprio questo; respiro, postura, ascolto della postura, ascolto del legame che si attiva tra mente e corpo, ascolto di una mente che diventa più lucida e razionale, postura più solida e nello stesso tempo più morbida flessibile e controllabile, percezione di ciò che questo legame può e potrà rappresentare per la strada marziale e personale.

L’inizio.

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